Planet Mars

restart

Novembre 17, 2009 · Lascia un Commento

Ritorno su queste lande, proprio nei giorni in cui la mia landa di origine (Chew-Z), compie tre anni e festeggia in città con alcuni eventi di musica dal vivo… proprio nei giorni in cui a Torino si muoveranno un po’ di parole ed immagini sui temi legati al rapporto internet-musica per 2 occasioni particolari ed in qualche modo correlate :

Venerdì 20 novembre al Torino Film Festival verrà proiettato il documentario canadese di Brett Gaylor, Rip ! A Remix Manifesto.  è un divertente racconto sullo status della cultura pop odierna all’interno delle problematiche legali della proprietà intellettuale, dove le community e gli utenti finali creano, remixano… nonostante tutto.  Il termine Remix deriva da una definizione della cultura odierna secondo Lawrence Lessig (al tema ha dedicato il suo ultimo libro) e lui stesso è uno dei “creatori” delle licenze Creative Commons che permettono agli “attori del web” una maggiore libertà di movimento rispetto al tradizionale diritto d’autore (il copyright). La settimana successiva, si farà proprio il punto sullo status quo legato al CC, con la Conferenza organizzata da Nexa sul tema Internet & Società al quale sarà dedicato una specifica sezione: Sabato 28 Novembre, entro Congressi Torino Incontra, Via Nino Costa 6, dalle 10 alle 18, ed a seguire il party notturno Creative Commons Party presso il Cafe Liber (Corso Vercelli 2, Torino).

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il 21 giugno, non è solo estate

Giugno 18, 2009 · Lascia un Commento

Ufficialmente è la data di inizio della stagione più vivace, da qualche anno è la data in cui si festeggia la musica, anche se forse ci sarebbe da far altro che far festa, ma mettersi di buona lena per smuovere qualcosa sarebbe apprezzabile. Come detto al No Fest! faremo qualche cosa (il dibattito alle 17.30) e a non troppa distanza (Torino), si svolge Torinopen, un’incontro “aperto” sui contenuti aperti per guardare sotto un’altra luce la condivisione (sia del sapere che di musica= peer to peer). Il tutto è redatto da Creative Commons Italia e prevede momenti musicali e di dibattito. La stessa CC si riuscisce il prossimo 26 giugno sempre in città, all’Aula Magna del Politecnico (presso il Lingotto) per dibattere l’evoluzioni tecnologiche in relazione alle licenze creative commons.

Tornando al dibattito (No Future!) di domenica 21: avrete qui un resoconto, altri punti di vista e riflessioni…

Intanto riporto un mio articolo introduttivo sul tema Netaudio redatto per il portale Nettare (la community italiana delle netlabel di musica elettronica).

Tempo d’estate è anche tempo per la lettura: sotto il mio ombrellone vorrei avere questi 3 libri:

Copio, Dunque Sono di Ernesto Assante, “pubblicato” tramite il servizio “on demand” de Il Mio Libro che permette a potenziali autori di avere uno strumento per pubblicare il proprio libro in maniera virtuale sul sito ed una volta che viene ordinato ne viene stampata la copia (come un vero e proprio libro) ed inviata per posta (la fantomatica potenza di internet); è un servizio che inizia a diffondersi tramite più portali, nel caso italiano parte per esigenze più “domestiche” quali la stampa di un calendario, di un album fotografico o del proprio ricettario. Chissà quale portata possa avere nel settore dell’editoria, in un momento in cui anche la carta stampata è in ridiscussione ? il caso credo rientri in un’ulteriore personalizazzione delle possibilità offerte della Rete, d’altro canto vale sempre il discorso che un’editore rappresenta ancora una garanzia che il libro che hai tra le mani ha delle carattweristiche distinte per qualità.

Free, the future of a radical price di Chris Anderson. In uscita ad inizio luglio sul mercato americano. La Coda Lunga mi ha entusiasmato, qui affronta un altro suo tema caro e che ritengo stia assumendo sempre più importanza nel creare nicchie creative che abbiano alla fine della fiera un rientro economico: il gratuito ha un valore, che va capito e riconosciuto…

Remix di Lawrence Lessig. Ripensare il copyright e metterlo in pratica, lo dice già la parola e lo si fa da tanto tempo (dj’s). Il libro è uscito nello scorso autunno in America, per ora a livello ufficiale non c’è un’edizione italiana, però uno degli editori l’ha reso disponibile in formato pdf con licenza Creative Commons (Lessig è uno dei “creattori” di CC)…

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No Future!

Giugno 16, 2009 · 1 Commento

Il primo appuntamento davanti a noi, per chiaccherare sul futuro presente della musica capita questa domenica (21 giugno, ore 17.30 Spazio211, Torino, Via Cigna 211) durante il No Fest! Si parte proprio da questo festival che raduna un buon numero di etichette discografiche del panorama indipendente e di “avanguardia” nazionale.

NO FUTURE! Il futuro presente della distribuzione e promozione musicale: dalle etichette indipendenti alle netlabel.

a cura di Fabio Battistetti di “Chew-Z”, con la partecipazione di Max Casacci di “Casasonica”, Maurizio de “I Dischi Dell’Amico Immaginario” e di vari ospiti delle etichette indipendenti presenti al NOfest! (Stefano di Robotradio + …)

Oggi siamo già nel Futuro: Internet è il mezzo che porta la musica in ogni dove in un attimo, oggi i dischi non si acquistano più, oggi quel che conta è condividere l’esperienze: dai concerti al nuovo rapporto instauratosi tra pubblico e musicista. Oggi è già Domani, ma forse non ne siamo ancora coscienti: da qualche anno si è aperto un
“mare di possibilità” ma sinora chi ne ha tratto maggiore vantaggio è il pubblico (abbondanza di scelta, free download e dischi scontati nei negozi), sul versante di chi “crea” c’è ancora qualche passo da compiere.

Qui di seguito riporto un po’ di mie riflessioni introduttive al dibattito:

Innanzitutto, occorre tenere a mente che le etichette discografiche hanno come obbiettivo la produzione di musiche ed il supporto dei propri artisti, al No Fest! questi intenti sono chiari perché le etichette che partecipano hanno nello spirito la passione, ma oggi occorre fare il punto per affrontare il futuro immediatamente viste le difficoltà che la Musica affronta e voi sapete quali siano !

Qualcosa è cambiato, se non ve ne siete accorti: è arrivato Internet (in realtà sono 15 anni) ed è come se fossimo passati dal laghetto all’oceano: infinite possibilità, infinite quantità. La rete ha una caratteristica intrinseca che cambia il modo di pensare agli oggetti (siano dischi, libri, dentifrici) i files, duplicabili per definizione, Kevin Kelly dice che Internet è una fotocopiatrice. E’ quindi impensabile mantenere un sistema discografico tradizionale per tanto tempo (come è accaduto sinora) quando è cambiato l’intero ecosistema.

La Rete ha messo a disposizione di tutti molti strumenti per diventare attori e non solo più ascoltatori, lettori…  Sono strumenti che utilizzate tutti i giorni, sia che dobbiate cercare una strada o che dobbiate cercare una tipografia che vi stampi le copertine dei dischi e sia dobbiate promuovere un concerto col marketing virale.

Internet è la tomba della musica: così si è detto o meglio così è stato sbandierato dai poteri forti: questa storia è iniziata con Napster e non è ancora finita (siamo al capitolo The Pirate Bay), tutto ciò nasconde probabilmente politiche economiche errate da parte di Majors ed affini, ma ciò ci interessa in parte, c’è un dato è da evidenziare: la vendita del disco non è finita, nel 2008 si è registrato un ulteriore 15% in meno, ma è aumentata la fetta del digitale ed il vinile ha raggiunto un + 209%.

A grossi livelli, parlare di etichette discografiche inizia a non avere più molto senso, le Majors hanno pagato il prezzo, hanno tagliato costi ed investimenti ed oramai reputano il musicista che produce un disco una minima parte del proprio business. Se parliamo di musica venduta, oggi dobbiamo pensare a realtà quali Amazon, Nokia (Comes With Music), Jamendo, Beatport ed I Tunes (che in se non hanno la facciata della tradizionale etichetta discografica).

Negli ultimi 2 anni abbiamo assistito ad un numero crescente di esempi di salti nella filiera tradizionale del disco, penso al caso di In Rainbows dei Radiohead o a Ghost IV dei NIN, due mosse che a livello di numeri e di visibilità hanno dato ottimi riscontri !

L’Italia ha al momento una posizione marginale nel contesto “delle rivoluzioni dall’alto”, ma partecipa a quelle “dal basso” come quelle che racconteremo in quest’incontro, toccando con mano le esperienze che qui vediamo ed ascoltiamo.

Va evidenziata l’importanza che le indies hanno in Italia: mettono in evidenzia la fertilità del sottobosco musicale che in buona parte dei casi è sinonimo di proposte di qualità e sono il frutto di un’opera intensa di ricerca e collaborazione con le band. In futuro queste caratteristiche dovranno permanere e saranno focalizzate da figure quali il produttore ed il direttore artistico che aldilà dei formati avrà la funzione di scelta e spinta delle realtà del sottobosco verso livelli più alti.

Con Internet il mercato potenziale è diventato globale perché in pochi secondi un disco prodotto in Italia può raggiungere Singapore (cosa un tempo impensabile) ed al tempo stesso può inserirsi in una economia  a scala ridotta proprio perché può raggiungere ogni dove ed con costi minori rispetto a prima: ciò significa anche ottimizzare i tempi per curare al meglio altri aspetti tra cui soprattutto il supporto ai propri artisti.

Il panorama delle etichette indipendenti sembra sia dominato dalla frammentazione: è aumentato il numero (grazie anche ai minori costi di accesso), ma si corre maggiormente  il rischio di finire nell’anonimato se non si sta al passo coi tempi: questo è il contrasto tra il passato ed il presente, oggi è cambiata la realtà e va colta al volo ! In futuro le nicchie assumeranno maggior valore grazie alle community sviluppate attorno alle reti sociali che riuniranno gli appassionati di determinati generi o gruppi, a quel punto le etichette di genere avranno delle buone prospettive per la vendita di dischi o prodotti curati nel dettaglio ed in quantitativi esclusivi.

In mezzo, il fenomeno Netlabel è un buon punto di lettura per capire come la musica si è mossa in Rete in maniera positiva e da questa esperienza si possono individuare strade per il futuro. Il Netaudio rappresenta uno dei versanti più innovativi che la fantomatica Internet Generation ha portato a noi in questi ultimi 10 anni. Azzardiamo a definirla come una nuova cultura musicale capace di imporre un nuovo modo di qualificare la musica prodotta con mezzi sempre più accessibili (gli studi di registrazione fatti in casa, il laptop come “strumento musicale”, i game boy o iband). L’industria musicale tradizionale non è in grado di gestire tutti questi possibili nuovi talenti, di conseguenza una parte di questi pubblica le proprie produzioni discografiche in formato digitale e gratuito. Al tempo stesso sottolineo che una netlabel non è antitetica ad un’etichetta tradizionale, non pratica il culto del download digitale e del formato mp3 !

Le nuove strade non finiscono qui: la musica oggi è omnipresente, nelle strade come al cinema e queste possono essere altrettante opportunità, non è un caso che il Licensing (giochi, jingles, spot, cinema) abbia avuto un’aumento interessante negli ultimi anni.

Ciò significa che una band di oggi deve ripensare se stessa oltre ad essere un gruppo di persone che fa musica assieme con l’obbiettivo di fare un disco ed andare in tour: in mezzo ci sono tante problematiche note e nuove possibilità.

Un esempio è il fatto che il concetto di Demotape è mutato, oggi è possibile realizzare un prodotto di buona qualità con pochi mezzi e per cui presentarsi ad un etichetta con un buon demo da far sentire !

Sono cambiati anche gli ascoltatori: sono stati loro i maggiori attori a partire dal Peer To Peer sino ai fenomeni di comunanza sociale auto generatesi che abbiamo visto fiorire attorno ai social network, in particolar modo il tastesharing (legato ai Tag ed ai Feed). Oggi parliamo di attori o meglio pro-sumer, individui che in Rete si sono liberati dall’influenza del mercato discografico tradizionale, ovvero le imposizioni, il mercato delle classifiche; ognuno è in grado di scovare la musica che vuole senza dover passare per forza da quel che ascolta 20 volte al giorno per Radio !

Il Marketing è una parola in apparenza distante da molte delle etichette presenti al No Fest! a dire il vero, ne fate amplio uso, in Myspace, Facebook, Last FM o in forme più virali e “da strada”, figlie in parte dell’esperienze DIY precedenti. Un’ etichetta indipendente ha alcune caratteristiche importanti in questo ambito: la spontaneità, l’esser vicina ai propri ascoltatori e proprio per questo interpreterà maggiormente il ruolo di talent scouting perché sono loro che hanno un contatto reale col mondo, hanno il polso della situazione.

Lo scopo di tutto ciò è acquisire l’attenzione del pubblico in modo da evidenziare la propria produzione musicale ed il proprio artista in un luogo dove è aumentata in maniera esponenziale la quantità di materiale disponibile (la Rete).

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Terra – Marte sola andata

Giugno 15, 2009 · Lascia un Commento

il pianeta Terra è avvolto da una nuvola: composta da inquinamento, parole, vapore acqueo e rumore. per parlare di musica senza aver troppe distrazioni, occorre far piazza pulita e giungere al pianeta Marte. Qui riflettiamo sullo status quo della Musica, nel momento in cui la forma cambia, ma la sostanza rimane sempre legata all’emozione dell’ascolto, della composizione e… della condivisione. Marte è la medesima destinazione scelta da Chew-Z Netlabel per indagare “sulle musiche del futuro”

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